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anna sperandio

Anna Sperandio, motomamma sprint

Anna è una di quelle ragazze semplici, che magari hai nei contatti di facebook da una vita tramite amicizie comuni.

Certo, vedi i suoi post, sai che anche lei è una motociclista, ma non è una di quelle pistaiole che “se la tirano”. E sì che Anna, volendo, ne avrebbe da raccontare sulla sua carriera!

Anna è anche una mamma, ma sopratutto è una di quelle appassionate delle due ruote che ha saputo coniugare la propria maternità (e gli impegni collegati) alla propria passione.

Classe 1981, passione innata per le due ruote, a diciotto anni prende una Ducati Monster 600, la sua prima moto. Nel 2004 si appassiona e segue assiduamente il Campionato italiano Motocicliste, e l’ anno dopo esordisce in pista diventando una pilota, o, perlomeno provandoci.

Purtroppo l’ esordio va male perché non trova un istruttore competente, ma per fortuna non demorde, e, grazie alla 76 Racing School, nel 2007 si rimette in gioco sulla pista di Ottobiano, e grazie alla passione per le due ruote incontra anche Jonny, prima suo meccanico di fiducia e poi compagno di vita.

Nome d’arte sui circuiti Annette Rouge, nel 2011 prende parte al Trofeo Italiano Femminile della FMI che si disputa a Vallelunga, Misano e Franciacorta. Un anno da ricordare intenso, dove Anna migliora tantissimo e nel quale sale sul podio del CIV diventando anche Vicecampionessa della categoria Esordienti in sella alla sua Honda CBR 600RR.

Purtroppo il mondo delle corse è dispendioso e gli sponsor non sono facili da trovare, così Anna nel 2012 abbandona la carriera agonistica e partecipa al Campionato Amatoriale Rehm Race Days: nella categoria Ladies Cup Annette vince sia nel 2014 che nel 2015.

anna sperandio

 

Una passione, quella per le corse, che Anna porta avanti fino al magico 2018, quando decide che quello “sarà il suo anno” e si iscrive alla Women’s Cup in Francia a Le Mans.

Perché magico?

Perché questo sarà un anno che segnerà la vita di Anna: sale sul gradino più alto del podio, ma solamente il giorno dopo la fantastica vittoria scopre che a festeggiare lì sopra non era da sola ma in dolce compagnia!

E siccome Anna nella vita non si è mai fatta fermare da nessuno, decide di annunciare la sua gravidanza col suo personalissimo stile come ci racconta lei.

Nonostante avessi saputo da poco di essere in dolce attesa, lo scorso anno hai corso al Mugello. Cosa ti ha spinta a farlo e che pensieri hai avuto in mente durante quel weekend?

“La prima cosa che feci dopo aver fatto il test di gravidanza (il giorno dopo il mio ritorno dalla gara di Le Mans) è stato prenotare il week end successivo a Misano!

Non nascondo che ero shockata, il mio primo pensiero è stato di andare a girare a Misano e Mugello prima che la tuta non mi si chiudesse più.

Solo successivamente ho realizzato quanto pericoloso è stato, e quanto incosciente sono stata!
Durante il we ancora non mi rendevo bene conto né di essere incinta né di creare una situazione pericolosa, ma si vedeva che ero “frenata”, forse inconsciamente avevo già tirato il “freno a mano”: seppur girando a pochi decimi dal mio best, ero di gran lunga lontana dal mio limite.”

Sempre al Mugello Anna ha anche svelato, come ha raccontato a Motospia , il sesso del nascituro:

“Al Mugello, il giorno del nostro decimo anniversario (con Jo ndr), ho voluto organizzare, con il fondamentale aiuto delle mie amiche e compagne di pistate, un “Gender Reveal”, tipica americanata dove si scopre il sesso del nascituro con qualcosa di plateale e scenografico: tema ovviamente motociclistico.

E’ stato assolutamente divertente ed emozionante, anche noi l’abbiamo saputo nel momento della “fumata rosa”!

 

anna sperandio
Sorpresa, è femmina!!

Quali sono le frasi, battute e idee che ti sei sentita ripetere più spesso da parte di chi, saputo della dolce attesa, non ha saputo evitare di sottolineare (se ci sono stati!) l’impossibilità o difficoltà che avresti dovuto trovare nel tuo percorso motociclistico da quel punto in avanti.

Si, qualche battuta c’è stata, del tipo: “ora metterai la testa a posto e dovrai vendere la moto”, ma principalmente da persone che non mi conoscono bene, che non sanno quanto sia importante per me la mia passione.

Mi hanno anche criticato quando ho postato una foto in moto durante un giro in pista a passo d’uomo alla 21° settimana di gravidanza, ma, come ho risposto: “aspettare un figlio non è una malattia, e credo che condividere con la mia piccola una innocua scarica di fantastiche endorfine non può che far bene ad entrambe”

Qual è stato il pensiero dominante che ti ha fatto decidere di sospendere temporaneamente la vita a due ruote?

Bhe, la sospensione è stata dovuta a fattori puramente fisici: leggasi il pancione!!
A 4 mesi dal parto (non prima solo per cause meteorologiche), con ancora i punti del cesareo non perfettamente guariti, ero in pista ad Adria a fare le 3 ore pomeridiane, vicino a casa e per poco tempo, ma non ce la facevo proprio più a stare senza!

Successivamente tra i corsi come istruttrice e un paio di prove libere, almeno una volta ogni 2 mesi ero in sella, ovviamente una frequenza di gran lunga inferiore a quanto ero abituata, ma con una bimba piccola, organizzare le uscite in pista è leggermente più complicato.

 

Anna Sperandio

Post parto sei tornata in sella. Come si risale in moto dopo aver avuto un figlio? Cos’è cambiato e quali paure hai ora o quali miti, al contrario, hai subito sfatato?

Personalmente la testa è esattamente quella di prima.

Quel pomeriggio ad Adria citato prima, avevo solo voglia di girare e riprovare le emozioni della pista, senza alcuna pretesa di crono o chissà che, ma non nego che appena ho visto un altro pilota davanti a me, il primo pensiero è stato quello di raggiungerlo e superarlo, e così feci!
In termini di tempi ad esempio, a Cremona ho girato a 2 secondi dal mio best, lo stesso tempo fatto la prima uscita stagionale del 2017 dopo la pausa invernale, questa cosa mi ha stupito molto, ovviamente positivamente.

Il mio unico limite quest’anno è stato fisico, non mentale.

Il non allenamento si è fatto sentire eccome e mi ha limitato tantissimo!

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A novembre 2019 il ritorno sul circuito, al Mugello, dove pochi mesi prima Anna si era fermata.

Considerazioni?

“Aver condiviso con la mia bimba presente una giornata in pista è stata un esperienza bellissima, che mi ha anche “rincuorato” da un certo punto di vista, confermando che l’arrivo di un figlio non fa altro che scombussolarti un bel po’ la vita, ma può farne parte al 100%!

Parole d’ordine?

  • ORGANIZZAZIONE – ma con i bimbi è la parola chiave in qualsiasi situazione
  • AIUTO DA PARTE DI QUALCUNO – da sole è semplicemente IMPOSSIBILE
  • FLESSIBILITA’ – si deve essere pronti ad assecondare le esigenze della piccola, più che agli orari dei propri turni
  • TRANQUILLITA’ – se si trasmette serenità ai piccoli, seppur in un ambiente “caotico”, anche loro si sentiranno tranquilli e al sicuro”

 

Anna racconta la propria passione per le due ruote con la sua piccola Ada sul proprio sito, dove in un passaggio scrive:

“Il pensiero di una bimba a casa? Sinceramente…quando sono in moto penso solo ed esclusivamente ad andare in moto, perché è così che si deve fare, non si possono avere distrazioni di nessun tipo!

Ovviamente tra un turno e l’altro chiedevo aggiornamenti da casa, ma devo ammettere che non ho avuto nessun “blocco mentale” in questo senso, anche se non ho cercato la miglior prestazione in assoluto, e forse in quel caso potrebbe essere diverso.

(…) Ecco, sotto questo punto di vista l’approccio è cambiato: meglio distribuire soldi e tempo per uscite mirate. Poche ma buone.

Morale: poche uscite, forma fisica a terra e tempi da lumaca? Non importa!
La cosa fondamentale è continuare a vivere la mia passione anche se sono diventata mamma.

Credo che le persone si evolvono a seconda di quello che capita nella vita: se prima ero una motociclista ora sono semplicemente una motociclista mamma.

E semmai un giorno deciderò di smettere con la moto non sarà di certo a causa dell’arrivo di un figlio.”

Una motomamma a tutto sprint che, ne siamo certi, ci stupirà ancora!

 

Anna Sperandio
Anna e la piccola Ada

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