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IL MOTOCROSS SI TINGE DI ROSA

Ormai il venerdì è un appuntamento fisso: il motocross si tinge di rosa in provincia di Rieti, come in tante altre province l’Italia. Le ragazze che decidono di migliorare le loro competenze in off,  in mezzo alla natura, sono sempre più numerose ed agguerrite. Anche nei giorni di vento, freddo e pioggia, arrivano da diverse parti della regione pronte a ripartire. Calli e vesciche alle esili mani non le fermano: alle 10, puntuali, sono pronte a cominciare la loro lezione. Sono davvero tante le ragazze che desiderano  partecipare a un tour didattico o a un vero e proprio corso da motocross.

Cosa ti serve?

Avvicinarsi a questo sport per fortuna non è troppo impegnativo, bastano pochi giri sulle ruote tassellate per contrarre irrimediabilmente il virus e fare del motocross. E’ un altro moto di andare in moto. In fondo non serve molto: una moto leggera (e te la dà l’organizzazione) e una pista o anche solo un pezzo di terra mediamente accidentato. Non occorre pensare di voler diventare in 24 ore il Tony Cairoli di turno: occorre fare con calma, avere intraprendenza, coraggio, ascoltare i consigli dell’istruttore e guardare dove si mettono le ruote!

Non parliamo qui di motocross professionistico. I professionisti seguono allenamenti molto duri per giungere agli alti livelli di competenza che vediamo nelle loro performance. Il loro è un sincronismo junghiano perfetto tra concentrazione, sforzo fisico, scelte veloci (dettate dall’esperienza), grande tecnica, alto equilibrio e, soprattutto, tenuta mentale.

Via l’ansia

Ho imparato a mie spese che l’ansia e la paura sono i peggiori nemici di chi vuole iniziare a fare fuoristrada in moto. La paura tinge un ostacolo di colori foschi e minacciosi. È la paura mista all’ansia che ci fa notare la pietra che abbiamo davanti alla ruota invece che il dislivello cinque metri più in là. L’ansia ti assale con quei pensieri negativi “Oddio sono sbilanciata, perdo l’equilibrio, cado, cado, cadoooooo” e alla fine, tanto l’hai detto che lo fai: cadi davvero. Percepisci il tuo battito cardiaco in aumento ed entri in iperventilazione; ti viene fame di ossigeno dopo pochi metri di guida impegnativa. Questa vocina dentro di te ti suggerisce che “è meglio sedersi di nuovo in sella perché forse guidare in piedi è peggio” e quindi ti scivola la moto: ormai – da seduta – non ne gestisci più il peso.

Via la paura

La paura è come il vaccino contro il COVID. Occorre decidersi ad affrontarla. E occorre decidersi ad affrontare ciò che la genera. La paura si incontra. Si accoglie praticando cross con gradualità. La continuità nel fare cross diventa esperienza ed entrambe sono già parte del vaccino. Il coraggio si acquisisce con la continuità, uscita dopo uscita, iniziando con la moto giusta, leggera e agile, con  un istruttore prudente e competente, con l’abbigliamento che ti mette in sicurezza, facendo pratica lungo i percorsi più semplici all’inizio, sempre più difficoltosi man mano che il livello delle competenze di guida si innalza.

Protezioni giusteIl motocross si tinge di rosa

Casco integrale e stivali da cross prima di tutto. La caduta va messa in conto, anche se si va a bassa velocità è opportuno indossare protezioni. L’errore può essere quello di volersi “immunizzare dagli effetti delle possibili cadute con protezioni sovradimensionate o eccessivamente rigide”. Per i principianti le protezioni sovradimensionate possono impedire una mobilità agile e possono comportare una perdita di controllo della moto. Una tuta da strada in cordura morbida con le dovute protezioni su schiena, spalle, gomiti, ginocchia andrà più che bene.

Prima della moto

C’è un sistema interessante, se hai tempo da dedicarvi, di accostarsi al cross in maniera graduale: iniziare con una mountain bike. Non serve comprarne una, basta recuperare quella impolverata e vecchia chiusa in garage o quella vecchissima, in disuso, presa in prestito da un amico. Con una bici puoi cominciare a renderti conto dell’equilibrio che occorre e di come bisogna essere veloci e reattivi in off. L’equilibrio, il feeling con il mezzo sui terreni sconnessi e il comportamento delle gomme sulla terra sono simili. Quando l’ecosostenibilità diventa movimento è già una festa!

Quale moto?

Il motocross si tinge di rosaDual sport

Le motociclette dual-sport sono moto omologate per la strada progettate sia per l’uso su strada che fuoristrada. Sono semplici e leggere, hanno consumi contenuti, divertono, sono dotate di motori super affidabili di cilindrata compresa tra i centocinquanta ed i trecento centimetri cubi. Non sono moltissime, il segmento è composto da pochi modelli. Le vere dual-sport, le moto per eccellenza, erano le enduro degli anni ottanta, con le quali si faceva tutto: gare, estremo, gita al mare, vacanza, viaggio di nozze, mulattiere, Africa, tragitto casa – ufficio e traffico cittadino nelle ore di punta. Il consiglio è cercarne una ben funzionante, anche degli anni ’80, compararla con pochi soldi… e darsi al cross partendo da un buon corso.

RacingIl motocross si tinge di rosa

Imparare a fare cross con una racing può essere problematico. Questo genere di moto richiede una presenza fisica notevole. Sono aggressive, veloci, hanno bisogno di velocità per muoversi bene e una principiante non può sostenere questo stress. Inoltre, a meno che non la troviate già sul posto compresa nel costo del corso, queste moto non sono targate e non posso girare per strada: vanno spostate sui carrelli. La loro gestione diventa anche un problema in più.

Maxienduro

Il motocross si tinge di rosaÈ fuori luogo, ragazze, compiere i primi passi fuori strada con un maxienduro. È comodo, agile, ti porta in capo al mondo ma con un maxienduro significa impelagarsi in situazioni complicate. Con questo non dico che non si può fare off con una maxi: con le gomme adeguate e lontani dal fango esagerato, con una guida che ha già esplorato bene i percorsi e li ha verificati … è un rischio che si può correre. Occorre rendersi conto, però, che una semplice inversione di marcia in un terreno accidentato può generare notevoli difficoltà. Una caduta può provocare ingenti danni alla moto oltre che a se stessi. Inerpicarsi su un ripido sentiero che si spera sbuchi da qualche parte può diventare un incubo se non si ha opportuna esperienza e forza nel gestire un maxienduro. Anche quando il motocross si tinge di rosa è bene usare prudenza sin dalla scelta della moto.

Dove

È importante variare terreni e piste. Il cambiamento continuo completa e migliora le esperienze di guida in off. I tracciati su terra compatta sono in genere i più facili per iniziare, ma bisogna variare per migliorarsi ed accedere a tracciati progressivamente più difficili e impegnativi.

Avventuriamoci!

Non avventuratevi da sole. Cercate di iniziare sempre con un esperto che possa darvi i giusti consigli e la giusta assistenza in caso di difficoltà. La cosa più corretta, se siete principianti, è accedere a un corso. In provincia di Rieti la XXXRAID Enduro Motorsport organizza ad esempio eventi per motocicliste dove il motocross si tinge di rosa ogni venerdì.  I corsi ideati da Daniele Lorenzetti hanno l’obiettivo di insegnare alle ragazze, in modo spensierato e divertente, le basi di guida su moto da fuoristrada.

Nella quota di partecipazione è compreso il tour didattico (o il corso di motocross), la moto con benzina, l’assistenza, il report fotografico, l’aperitivo e il pranzo. I tour di enduro didattico (€ 200 all inclusive) si svolgono nella zona del Lago del Turano (RI), i corsi di motocross (€120 all inclusive) in un campo privato a Cerveteri (RM). Per gli eventi di un giorno non esiste un calendario perché basta chiamare  scrivere al presidente del MC, Daniele Lorenzetti  – per email xxxraid66@gmail.com o su Messenger di Facebook – e prenotare una giornata. Per gli eventi di più giorni (Elba, Sardegna, Umbria, Saturnia, Abbruzzo, o tour all’estero) c’è un programma trimestrale, ma al momento vista la situazione attuale, è tutto fermo. Si ripartirà in estate, COVID permettendo.

In sella ragazze, con voi il motocross si tinge ancor di più di rosa!

 

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