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#iorestoacasa … e giro per Ispica grazie a Camilleri

Ho guardato con molto piacere in tv “La concessione del telefono “tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri. E mi è venuta subito voglia di organizzare un nuovo giro in moto.

#iorestoacasa e giro per Ispica grazie a Camilleri

Sono rimasta infatti piacevolmente sorpresa dal Loggiato del Sinatra, imponente e inaspettato, antistante la Basilica di Santa Maria Maggiore. Una struttura semiellittica, sul modello del colonnato del Bernini a San Pietro, con 27 aperture.  Ulteriori ricerche sul web mi hanno fatto venir voglia di progettare un giro in motocicletta brevissimo, di una domenica, alla scoperta di Ispica, questo gioiello barocco della Val di Noto a metà strada tra Siracusa e Ragusa.

Spaccaforno

Ispica e la sua Chiesa Madre in primo piano

Si chiamava Spaccaforno l’antica Ispica prima che il terremoto del 1693 che distrusse gran parte della Sicilia orientale, radendo al suolo l’intero centro abitato.  L’antica Spaccaforno sorgeva nell’attuale Cava d’Ispica. La città moderna venne ricostruita, dopo il terremoto, su un’altura pianeggiante nei pressi della cava, a 7 km dal mare. Da questa altura  si gode della vista e della brezza del litorale ragusano.

Le dominazioni

Nella città è possibile trovare tracce delle diverse dominazioni: sicula, greca, romana e bizantina. Gli Arabi vi regnarono fino alla liberazione avvenuta ad opera dei Normanni. Dopo le dominazioni degli svevi e degli angioini, il territorio di Ispica ebbe tanti “signori” finché entrò a far parte della Contea di Modica.

Il Loggiato del Sinatra

Il Loggiato del Sinatra, di fronte alla Chiesa Madre

Il centro storico di Ispica si può percorrere tranquillamente in motocicletta. La prima tappa sarà proprio la Basilica di Santa Maria Maggiore e il Loggiato del Sinatra. L’intero organico architettonico, comprendente la chiesa madre e il loggiato, è unico in tutto il Val di Noto. Scopro che anche De Sica e la Loren hanno recitato a Ispica, proprio tra il loggiato e la basilica di Santa Maria Maggiore. In questi giorni, #iorestoacasa e giro per Ispica con grande meraviglia e gratitudine a Camilleri che mi ha incuriosito e me l’ha fatta scoprire.

Il palazzo Bruno di Belmonte

Sito vicino alla piazza centrale è l’edificio liberty più importante della provincia di Ragusa. Fu costruito su progetto di Ernesto Basile, tra i maggiori architetti liberty europei. Il palazzo fa pensare a un vero e proprio castello, al centro della città moderna spicca per la sua possenza.

Cava d’Ispica

Per andare a Cava d’Ispica bisogna percorrere la SS 115 che da Ispica porta a Ragusa ed imboccare la SP32. La cava d’Ispica si snoda lungo una vallata scavata nella roccia calcarea. ll termine cava è legato alla particolare e suggestiva conformazione delle montagne lblee, caratterizzate da moltissime gole profonde, talune con pareti a picco. Nella Cava si trovano complessi abitativi rupestri, tra cui la Spezieria, una chiesetta rupestre posta su uno sperone roccioso, nota come “farmacia” poiché l’ambiente principale, costituito da una grande sala a pianta circolare, con incavi lungo le pareti somiglianti a scaffali, ha fatto supporre che questo luogo fosse stato adibito in età medievale a farmacia.

Parco Forza

Uno degli ingressi del Parco Forza

Il Parco archeologico della Forza, a Cava d’Ispica, si raggiunge tramite cento gradini scavati nella roccia, dove sono visibili tracce degli affreschi del periodo bizantino. Il Parco della Forza, verso il lato sud della cava, è un complesso rupestre molto interessante, arricchito da monumenti quali il Palazzo Marchionale, l’adiacente Chiesa dell’Annunziata e, nel lato est, le rovine di un Castello. In posizione scenografica, esso venne concepito come castello di difesa, poi ampliato e arricchito di merlature.

Quindi… a breve… moto, sneakers comode e via!

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