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giornata in moto

3 passi, 300 km, buona compagnia: ricetta perfetta per una giornata in moto

Le dolomiti sono una delle zone più attrattive e emozionanti per molti tipi di turisti, dagli escursionisti ai motociclisti.
Proprio per questo motivo, e anche perché sono relativamente vicino a casa, i nostri giri in moto in giornata avvengono su queste strade.

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Ci sono molte possibilità di girare, fare più o meno chilometri, anche in base a quanto si vuole correre, quante tappe si vogliono fare e con che spirito si vive il giro in moto.
Noi, io e gli amici con cui di solito viaggio in sella, siamo soliti fare dei giri per lo più tranquilli, senza tirare troppo la moto, concedendoci qualche pausa, sia per sgranchirci le gambe e bere un caffè, sia solo per fare un paio di foto quando il paesaggio è mozzafiato e non possiamo andare oltre senza averlo immortalato. Le Dolomiti sono uno dei nostri posti preferiti!

Il giro che abbiamo fatto l’ultima volta, prima che la pioggia prendesse il sopravvento, è stato il seguente.

Da casa, nella zona tra Conegliano e Valdobbiadene, ci siamo diretti verso Vittorio Veneto, per poi proseguire verso il Fadalto e la zona del lago di Santa Croce.
Passato il lago, lasciandocelo sulla destra, abbiamo raggiunto Longarone, dove abbiamo preso una strada piena di curve e tornanti in salita verso Forni di Zoldo per infine arrivare sul Passo Staulanza. Ecco fatto il primo passo.

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Dopo aver fatto lo Stulanza ed esserci lasciati la vista del Monte Pelmo alle spalle, ci siamo diretti verso il Passo Giau.

Appena prima di iniziare i tornanti lo ammetto: ero leggermente sovrappensiero. Mi stavo guardando attorno e per la prima volta quest’anno, in moto dopo tanto tempo, mi sono sentita nel posto giusto al momento giusto.

Ho avuto l’impressione di leggere su di un cartello stradale la seguente dicitura “29 tornanti“. Ok, dentro di me ho pensato non potesse essere vero e mi sono limitata a scuotere un po’ la testa, come quando sentite qualcuno dire una cavolata.
Pian piano che salivamo contavo i tornanti e dopo il 20esimo mi sono resa conto che forse avevo letto bene: appena prima di arrivare al rifugio sotto il Nuvolau abbiamo fatto il 29esimo tornante.

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Personalmente penso di non aver mai fatto una strada così emozionante. Forse perché è stata una delle prime giornate in moto di quest’anno, forse perché finalmente c’era il sole, non lo so. So solamente che non vedo l’ora di ripercorrere tutti quei 29 tornanti.
E poi da sopra il passo Giau si ha una vista meravigliosa.

Da una parte si vede la strada dalla quale si sale, dall’altra parte si intravede la valle dove si trova Cortina.

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E appunto poi verso Cortina si scende.
Un consiglio spassionato: portatevi il pranzo al sacco e andate a mangiare al lago di Ghedina!
Un piccolo ma incantevole spettro d’acqua in mezzo al nulla.

Appena prima di arrivare in centro a Cortina si svolta a sinistra per raggiungere questo laghetto piccolissimo ma di un colore impressionante. E poi non potete non andare in centro a Cortina a sgranchirvi le gambe, fare due passi e mangiare un dolcetto alla pasticceria Lovat.

Dopo la pausa di Cortina, si sale di nuovo e si fa il terzo passo: il Tre Croci, quello dal quale si parte a piedi per l’escursione che porta al Lago di Sorapis. Se non ci siete mai state merita una visita anche questo!
Io ci sono stata un paio di volte e merita una giornata solamente questa escursione. Se passate un weekend in questa zona vi consiglio di aggiungerla al vostro programma.

Superato il passo Tre Croci, visto che ormai ci siete, potete andare ad ammirare le Tre Cime di Lavaredo dalle rive del Lago di Misurina.
Una piccola deviazione nuovamente verso nord, ma che merita davvero: la vista delle Tre Cime dalla riva del lago è magia.

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Tornati in sella, si riprende la strada e si scende per tornare verso le colline e verso casa.
Si prosegue verso Auronzo e si scende per il Cadore. In questo tratto di strada si attraversano un po’ di paesini che, anche se non si trovano ad un’altitudine elevata, ricordano i paesini di montagna.

Qui si percorre la strada più a est del Veneto.
Si percorre una strada divertente e adatta a tutti, anche a tutti i tipi di moto. Si costeggia per un tratto anche il Lago di Calalzo, prima di prendere la strada che scende di nuovo verso Longarone e che riporta al Fadalto.

Noi abbiamo fatto questa strada qui, anche se da dopo Longarone, precisamente a Ponte nelle Alpi, è possibile dirigersi verso Sedico e tornare in collina percorrendo in discesa il passo San Boldo.

La nostra voglia di fermarci al Kilometro19 ha vinto su quella di fare il quarto passo della giornata. E per fortuna, perché i motociclisti che quel giorno hanno optato per Sedico e il San Boldo hanno incontrato la grandine, mentre noi neanche una goccia di pioggia.
Quindi scendendo dal Fadalto abbiamo fatto tappa al bar dei bikers, proprio al diciannovesimo chilometro. Era quasi ora di cena e una buona bruschetta condivisa con gli amici in questi momenti è il massimo!

Siamo poi tornati verso casa percorrendo la strada che noi chiamiamo “la vallata”, ossia la strada che da nord di Vittorio Veneto passa per diversi paesini, anche piccoli, ma molto caratteristici.
Percorrendola si passa vicino al lago di Revine e sotto Castelbrando, a Cison di Valmarino, noto castello che ospita anche diversi eventi. Se arrivate all’ora di cena potete salire con la funicolare e andare a mangiare nella pizzeria o in uno dei ristoranti (dipende dal vostro budget).
Da Cison ci siamo diretti verso Follina, e poi verso casa.

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Un giro davvero entusiasmante e in buona compagnia, consigliato assolutamente. Ritornare in sella dopo un periodo di stop forzato è stato indescrivibile. Percorrere quelle strade di montagna in mezzo a moltissimi motociclisti e motocicliste, tutti in pieno rispetto degli altri, fa capire quanti siamo ad avere questa passione per le due ruote, e anche quanto amiamo il nostro territorio.

Bilancio della giornata: 4 moto, una diversa dall’altra (una Honda Shadow, una VRod, un Ducati Multistrada e ovviamente la mia Rebel!), 3 passi, 300 chilometri e ottima compagnia.

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In due parole: da rifare!

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