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SPETTACOLARE IRLANDA

Gli intensi contrasti cromatici della natura stimolano vibrazioni che dagli occhi arrivano dritte al cuore: il verde smeraldo dei prati, il rosso incarnato degli abitanti, il grigio del cielo e il nero della birra. La terra d’Irlanda è un insieme di luoghi ricchi di storia e dalla natura incontaminata.

Il viaggio in Irlanda si svolge in 15 giorni insieme con 27 bikers in sella a 20 Harley Davidson, tra cui 3 guidate da donne: amici vecchi e nuovi, uniti per percorrere 6000 km di cui 2500 con guida a sinistra.

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Partiamo da Brescia per imbarcarci a Cherbourg, in Francia, dopo aver percorso oltre 1200 km in 2 giorni. È il 7 agosto e incomincia la traversata: abbiamo circa 17 ore di tempo per entusiasmarci all’idea di ciò che ci aspetta, un’isola ammirata in numerosi film, cantata da Fiorella Mannoia, e madre di numerose leggende.

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L’imbarco per l’Irlanda, da Cherbourg (Francia)

Sbarchiamo sull’isola, a Rosslare, l’8 agosto. Appena scesi dal traghetto ci attende un sole splendente e una temperatura di circa 15 gradi. Riuniamo le moto e partiamo. Non ho mai viaggiato sulla sinistra in strada e ci vuole qualche giorno per abituarsi, ciononostante mi capita di avere problemi agli incroci.
State molto attente alla strada perché è facile distrarsi e riprendere a guidare sulla destra. Un trucco utile è mantenere, per tutta la durata del viaggio, un fiocco rosso sulla parte sinistra del manubrio, una sorta di promemoria come il nodo al fazzoletto.
Con la visiera alzata per accogliere la tiepida carezza del sole puntiamo a sud verso Hook Peninsula, una piccola terra frastagliata sul cui promontorio facciamo la prima sosta. Uno spuntino veloce con vista mozzafiato sul mare che s’infrange sulle rocce scolpite dal vento e dall’acqua, dove si staglia il faro di Hook Head, il più antico d’Europa. Visitiamo Slade, un borgo di pescatori, dove il tempo sembra essersi fermato.


Rombando ci dirigiamo a ovest verso Cork, la terza città d’Irlanda, che raggiungiamo dopo 179 km. A sinistra, rinchiusa tra l’intenso cielo azzurro decorato da poche nuvole bianche, e la terra verde smeraldo, si scorge la Rock of Cashel, un vero gioiello di architettura religiosa. Più le nostre moto proseguono e più m’immergo nel cuore dell’Irlanda, il luogo della leggenda di S. Patrizio e del trifoglio, il simbolo di questa terra. Purtroppo non l’abbiamo visitato perché era il giorno di chiusura (meglio informarsi prima sugli orari). Con un po’ di ‘amaro in bocca’ pernottiamo a Cork. Respiriamo l’aria di questa terra che sembra ai confini della realtà. Visitiamo Kenmare, all’interno dell’omonimo fiordo, e Bantry con i suoi pescherecci ancorati e le case rimaste intatte nei secoli.
Ci dirigiamo a nord e arriviamo al Killarney National Park che racchiude panorami montani dalle cime aspre, dolci cascate e silenziosi laghi.

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Kylemore, il castello

Arriviamo alla Ring of Kerry, 217 km di curve immerse nella più pura natura irlandese dove sulla strada oltre alle nostre ruote ci sono solo pecore!
Prati verdeggianti lambiti da curve sinuose che salgono e scendono, e conducono al mare, a calate di sabbia bianca e a qualche cottage isolato.
Puntiamo a nord lungo strade secondarie che attraversano paesi dove la gente si ferma incuriosita a osservare il passaggio delle nostre moto.
La strada ci conduce a Letterkenny quindi alla Dingle peninsnula situata nella contea più settentrionale delle cinque penisole che formano la ‘mano d’Irlanda’. La spiaggia di Dingle invita i biker più matti del gruppo a correre e divertirsi sulla riva del mare in sella alla proprio rombante moto: è un momento di pura felicità che fa tornare bambini, anche se solo per qualche istante. In questi luoghi occorre fare attenzione a dove appoggiare il cavalletto, e assicurarsi che non sprofondi troppo per evitare di sbilanciare la moto.

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La spiaggia di Dingle

Raggiungiamo Cliffs of Moher, le suggestive scogliere a picco sull’Oceano Atlantico, vicino al villaggio di Doolin quindi la piccola baia di Dogs Bay con le sue acque cristalline e la sabbia dal bianco irreale; l’imponente Kylemore Abbey edificata in stile neogotico nel XIX secolo; Clew Bay, l’insenatura naturale dell’oceano nella contea di Mayo; Sligo, dove gustiamo il pesce e i prodotti locali e dalle cui vicinanze si può avvistare la colonia di foche.

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Il clima irlandese è fresco e umido per le piogge nebulizzate scaturite dagli intensi grigi del suo cielo.
Da Letterkenny dopo 340 km raggiungiamo Belfast passando per Derry, la cittadina dalle case color pastello e le ripide stradine del centro storico protetto dalla cerchia muraria, tristemente nota per le violente tensioni fra cattolici e protestanti (Troubles) che culminarono nel massacro detto ‘Bloody Sunday’ del 1972; le Trawbreage, spettacolari dune di sabbia tra le più alte d’Europa; le rovine del Gallarus Castle, di cui resta una torre del XVI secolo; le Giant’s Causeway, scogliere dagli intensi risalti cromatici e patrimonio mondiale Unesco.
Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord, merita una visita accurata. Il mio consiglio è posare la moto e fare, a bordo di un black taxi, il tour ‘bombs and bulletts’ nelle vie dei murales, così definito perché racconta la storia e il passato più recente di questa città.
Ci rallegriamo con la visita al castello che domina la città con le sue numerose torri e la leggenda dei nove gatti secondo la quale la sorte sarebbe benevola con gli abitanti del castello purché vi dimori anche un gatto bianco.
Il giorno seguente partiamo per Dublino, capitale della Repubblica di Irlanda, dove arriviamo dopo 250 km: strana e fantastica, vi trascorriamo due giorni immersi nella fabbrica della birra Guinness e nei pub, un mondo a sé tra storia, cultura, musica e birra, affascinati dalle note delle canzoni irlandesi, gustando una birra e ammirando le ragazze che danzano. Dopo il soggiorno a Dublino arriva il tempo del ritorno.
Ci dirigiamo verso il punto di partenza del nostro viaggio per imbarcarci e tornare in Italia. È un momento triste, ma la gioia provata in questo viaggio e l’atmosfera vissuta nei pub sono talmente vive dentro di noi che ci ritroviamo a ballare con la musica della radio di una Street Glide mentre siamo in coda per l’imbarco. Rientrati in Francia puntiamo verso l’Italia che raggiungiamo il 21 agosto passando per Blois e Lione.

È stato un viaggio vissuto tra la natura incontaminata e l’accoglienza calorosa della gente del luogo, immersi talvolta nella storia cruenta e dolorosa di questa terra percorsa da battaglie e conflitti, straordinariamente selvaggia e ancora incontaminata, che sa regalare emozioni e sensazioni opposte, diverse una dall’altra.
Un itinerario motociclistico che consiglio a tutte di fare almeno una volta.

Buona strada a tutte!

PER ARRIVARE
Autostrada da Brescia a Cherbourg en Cotentin (Francia). Pedaggio: euro 220 circa
Percorrenza: 1291 km in circa 13 ore.
Traghetto: Oscar Wilde della Irish Ferries, da Cherbourg a Rosslare: prezzo del biglietto circa 250 euro, andata per due persone con una moto. Stessa cifra per il ritorno.
Valuta: euro (sterlina nell’Irlanda del nord, 1 sterlina = 100 penny, circa 1.20 euro). Conviene pagare sempre con carta di credito perché al nord e negli alberghi non sempre accettano l’euro.

DORMIRE
Spesso abbiamo preferito alberghi tra 50 e 90 euro a notte, ma la scelta è molto ampia: dagli alloggi economici (ostelli o guesthouse) ai lussuosissimi castelli.
Un luogo affascinante è la casa di Peter a Gaway, un castello del 1400 arredato in stile medioevale dal proprietario (noto per la sua cordialità e disponibilità), nella cui torre è possibile dormire al prezzo di circa 180 euro.

MANGIARE
I piatti tipici da gustare vanno dalla carne al pesce.
Quelli a base di carne sono serviti nei pub tradizionali al prezzo di 20-25 euro. Eccone un paio: Irish stew, stufato di agnello o di montone con verdure; beef and Guinness Stew, stufato di carne di manzo e birra Guinness.
Per gustare il pesce è meglio recarsi nei villaggi di pescatori come ad esempio Howth, a due passi da Dublino, dove si possono mangiare il salmone e l’aragosta atlantica appena pescata. L’unico inconveniente è il prezzo elevato.
La bevanda per eccellenza è la birra Guinness: non si può tornare in Italia senza averla almeno assaggiata. Questa birra è diversa da quella importata nel nostro Paese: una pinta (0,57 litri) costa tra i 5 e i 10 euro.
Una piccola accortezza: attenzione ad arrivare al ristorante prima delle ore 21 perché dopo quest’orario tutte le cucine chiudono!

NORME STRADALI
In Irlanda e in Irlanda del Nord la guida è sempre a sinistra.
Il casco è obbligatorio per motociclisti e passeggeri.
Limite di velocità: centri abitati 50 km/h; strade rurali, regionali e locali 80 km/h; strade statali 100 km/h; autostrade 120 km/h.
Limite di velocità in Irlanda del Nord: centri abitati 30 miglia/h, sulle altre strade 60 miglia/h, sulle autostrade 70 miglia/h salvo dove diversamente indicato (1 miglio = 1,6 km).
Rotatorie: procedere in senso orario. Dare la precedenza a chi si immette nella rotatoria. Mantenersi sulla destra fino a quando non si esce dalla rotatoria.
Semaforo pedonale: la luce arancione lampeggiante indica che la precedenza va data ai pedoni e che si può procedere con cautela se l’attraversamento è libero.

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© 2018, MBEditore, riproduzione riservata.

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