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Storie di donne: Anke-Eve Goldmann

Nel mondo delle donne che hanno fatto la storia sulle due ruote, non può mancare un pezzo dedicato Anke-Eve Goldmann.

Prima donna giornalista nel settore delle due ruote, ha scritto per le principali testate specializzate, tra cui l’americana Cycle World, la tedesca Das Motorrad e la francese Moto Revue.

Anke-Eve Goldmann nasce a Berlino nel 1929, dopo la fine della seconda guerra mondiale ed inizia ad insegnare tedesco in una scuola dell’aeronautica americana vicino a Dortmund, dove la sua famiglia si era trasferita dalla capitale distrutta dalla guerra.

Nel 1953, a 24 anni, sale su una BMW R67/3, e si dedica completamente alla passione che la travolge per le moto.

Anke-Eve Goldmann inizia a gareggiare con buoni risultati: partecipa a diverse competizioni di endurance, ottenendo ottimi piazzamenti soprattutto nei circuiti “casalinghi” del Nurburgring e di Hockhenheim.

Nel 1958 è tra le principali animatrici della nascente WIMA Europe (Women’s International Motorcycle Association) la prima associazione di donne motocicliste, ma la sua consacrazione è quando BMW le affida il ruolo di ambasciatrice del marchio, e presto si occupa anche della comunicazione della Casa di Monaco.

Un sodalizo che dura a lungo, fino a quando non arriva nella vita di Anke-Eve Goldmann un secondo grande amore e decide di acquistare una MV Augusta.

Anke-Eve Goldmann e l’abbigliamento tecnico

Collabora con il produttore tedesco di abbigliamento da equitazione Harro per costruire tute da moto su suoi disegni: Eve è la prima donna motociclista a indossare una tuta di pelle intera, creando enorme scandalo ma ispirando al contempo scrittori come  André Pieyre de Mandiargues, suo amico, che scrisse pensando a lei il libro The Motorcycle, da cui nel 1969 è stato tratto un film con Alain Delon e Marianne Faithfull (The girl on a Motorcycle).

La sua tuta da gara aveva una una cerniera diagonale sul petto per una più facile vestibilità, un capo che coniugava glamour e contenuti tecnici.

Alla fine del 1970 si rompe il grande amore con BMW e, all’età di 40 anni, acquista una MV Agusta 750 Sport, forse l’unica donna ad acquistare quella moto all’epoca.

Della 750 varesina Anke-Eve Goldmann amava la maneggevolezza, la potenza, il rumore e l’aspetto.

Nel 1973 commissiona una MV 750 Super Sports pronto gara con un motore sovradimensionato da oltre 100 CV. È stata la prima motocicletta in Germania immatricolata con ruote in magnesio e 3 freni a disco; era una due ruote assolutamente stupenda e una delle più raffinate café-racer mai costruite.

Ma la 750 segna anche la fine della passione motociclistica: infatti dopo un brutto incidente di un amico sulla sua MV Agusta a metà degli anni ’70, Anke-Eve Goldmann abbandona il motociclismo attivo.

Anke Eve con la sua seconda MV Agusta, una 750SS appositamente messa a punto con oltre 100 CV, rendendola una delle moto più veloci al mondo nel 1973. Era una motociclista incredibilmente veloce

 

Il suo abbigliamento, in particolare la tuta in pelle, portò molti, soprattutto negli anni sessanta, a considerare pornografiche certe sue fotografie in sella. Decide quindi di dedicarsi alla documentazione del movimento motociclistico al femminile e inizia a raccogliere quante più informazioni sul nostro mondo.

Scrive a numerosi colleghi americani coinvolti nel motociclismo chiedendo foto di motocicliste americane, ma trova pochissimi disposti ad aiutarla.

In una lettera che invia al collega Gerald West dice: “ (…) Alcuni di loro mi hanno scritto, e hanno anche inviato alcune fotografie che, ad essere sincero, non mi piacevano di cuore. Le donne venivano mostrate in una sorta di parata da circo, in divise fantasiose, qualcosa tra i pompieri e le major del tamburello, e l’intera organizzazione MMA sembrava un club di intrattenimento sociale ma non un club di motociclisti.”

Ferita da questo atteggiamento maschilista che la oltraggiava e derideva nonostante i suoi risultati, Anke- Eve si ritira nel silenzio stampa e non rilascia più nessuna intervista, neppure dopo aver lasciato il mondo delle gare e, nel corso del tempo, la sua storia viene dimenticata.

Anke-Eve è stata una pioniera delle donne innamorate della velocità e un’eroina femminista, che lavorava per il riconoscimento delle donne nel mondo del motociclismo. Nonostante le difficoltà (spesso derisa e insultata) per partecipare alle gare, ha continuato a prescindere nella sua passione, contribuendo a cambiare il modo in cui la gente pensa alle donne su due ruote.

Si ringrazia TheVintagent.com per foto ed info.

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