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I TEST CASCHI DA MOTO: NOVITA’ SULLE OMOLOGAZIONI

Dal 2020 ci saranno novità sull’omologazione dei caschi per moto. Con l’entrata in vigore della nuova normativa l’ECE 22.05 verrà sostituita dal’ ECE 22.06. Ma quali sono le tipologie di test che vengono oggi effettuate per omologare i caschi da moto?

I test caschi moto. Fase preliminare

La fase preliminare del test caschi moto prevede la verifica delle coperture, del rispetto dei campi di visibilità e l’individuazione dei punti di impatto. Il test viene effettuato calzando il casco da moto su una testa finta sulla quale è evidenziata l’area minima di copertura prevista dalla normativa. Si verifica quindi che la calotta e l’imbottitura di protezione coprano tutta l’area. Successivamente si individuano dei punti di impatto per mezzo di puntatori laser pre-orientati.

Guida Consapevole

Condizionamento
“Condizionare” un casco significa verificarne il comportamento in condizioni estreme. Con questo test si inseriscono i caschi da moto all’interno di speciali “celle climatiche” a diverse temperature, +50°C, -20°C, +25°C, per un periodo da un minimo di 4 ad un massimo di 6 ore. Viene esposto per 48 h ad una sorgente U.V. e viene anche condizionato in acqua. Prima di entrare in “cella” ed essere sottoposto ai condizionamenti il casco viene trattato con dei solventi per verificare anche la resistenza del materiale a questo tipo di aggressione chimica.

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Capacità di assorbimento dell’urto

Il nostro casco viene calzato su delle teste finte sulla quale sono applicati dei sensori che sono in grado di registrare l’accelerazione trasmessa alla testa in ogni direzione. Le teste sono di peso diverso in relazione alle diverse dimensioni/taglie. Il casco viene posizionato in modo un’incudine possa urtarlo in diversi punti. L’incudine può essere di due tipi PIATTA o KERBSTONE, a forma di cuneo, che simula un bordo di marciapiede. I diversi punti di impatto nella zona frontale, laterale, sulla sommità e sul posteriore, possono subire urti indistintamente con uno o l’altro tipo di incudine. Il punto di impatto sulla mentoniera subisce l’urto solo con l’incudine piatta. Le diverse velocità sono ottenute facendo cadere il casco da diverse altezze.

Resistenza allo schiacciamento

I caschi da moto devono garantire anche una buona protezione contro lo schiacciamento. Essi vengono posti tra due piastre parallele che vengono caricate anche fino a 63 kg lungo l’asse longitudinale e lungo quello trasversale. Il test misura la deformazione del singolo casco a seguito dello schiacciamento.

Sistema di tenutacinturino caschi moto

Esistono diversi test per misurare il sistema di tenuta dei caschi da moto. Si indossa il casco su una testa finta si regola e si chiude il cinturino e si produce una trazione. Se il sistema di tenuta prevede una fibbia a sgancio rapido, dopo la prova dinamica si verifica la facilità di apertura della fibbia. Tutti i componenti del sistema di tenuta sono sottoposti a collaudi specifici: il nastro del cinturino e le cuciture devono resistere a 300 Kg di trazione anche dopo l’abrasione dovuta allo sfregamento su di una superficie appuntita. Le fibbie a sgancio rapido vengono sollecitate con cicli di apertura e chiusura, prima e dopo un condizionamento di 48 ore in nebbia salina e devono resistere ad una trazione di 200 kg e continuare a funzionare regolarmente.

Stabilità

Per verificare la stabilità il casco viene posizionato sulla testa finta. Al casco è agganciato alla parte posteriore della calotta una massa di 10 Kg che viene svincolata e fatta cadere da una altezza di 50 cm. Questo sgancio imprime al casco una rotazione in avanti che viene valutata.

Rifrazione della visiera

La visiera viene davanti ad un telescopio, che inquadra un bersaglio illuminato. Agendo sulla messa a fuoco del telescopio è possibile determinare il potere rifrattivo che non deve essere superiore a 0,12 diottrie. Con la stessa attrezzatura si determina anche il potere rifrattivo prismatico (valutazione dello spostamento dell’immagine dovuto alla traiettoria della luce nella visiera).

Condizionamento della visiera

La visiera, montata sul casco, è condizionata a -20°C per almeno 4 ore. Il casco viene calzato su una testa finta. Viene appoggiato sulla visiera un punzone costituito da un cono di acciaio, con un angolo di 60° e massa di 300 g. Il casco viene colpito da una massa del peso di 3 Kg lasciata cadere da 1 m di altezza. La visiera non deve rompersi dando origine a frammenti taglienti.

Resistenza all’appannamento

Con questi test le visiere dei caschi da moto vengono sottoposte a ulteriore verifica sulla resistenza all’appannamento. Prima del test, i campioni vengono trattati per un’ora in acqua distillata a 23°C, poi vengono asciugati e trattati al vapore acqueo. La temperatura del bagno d’acqua è impostata a 50°C. La visiera viene posizionata sopra l’uscita del vapore. Viene valutato il lato interno della visiera se è dotato di proprietà di resistenza all’appannamento.

visieraQualità ottiche della visiera in caso di abrasione

Un campione, ricavato dalla parte più piatta della visiera, viene lavato e asciugato con cura. Immediatamente dopo l’asciugatura viene misurata la trasmissione spettrale e poi la trasmittanza, il quoziente dell’attenuazione visiva, con un banco ottico viene misurata la quantità di luce diffusa prima dell’abrasione. Il campione viene poi sottoposto all’azione abrasiva di 3 kg di sabbia di quarzo, lasciata cadere lentamente attraverso il tubo di gravità da un’altezza di 1,65 m sul campione, inclinato a 45° mentre questo ruota. Dopo l’abrasione viene ripetuta la misura della luce diffusa. La trasmittanza delle visiere non deve scendere sotto l’80% per le visiere utilizzabili anche di sera ed al 50% per le visiere utilizzabili solo di giorno.

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Prova allo scivolamento

Nel caso in cui si dovesse cadere e scivolare sull’asfalto un eventuale bloccaggio del casco potrebbe generare un’accelerazione rotazionale della massa celebrale. Il Regolamento ECE prevede due tipologie di prova diverse, nel primo caso si valuta la resistenza allo scivolamento facendo scorrere sotto il casco un carrello equipaggiato con carta abrasiva, per simulare l’asfalto; nel secondo caso il carrello è equipaggiato con una barra che simula un eventuale ostacolo incontrato nella corsa. Il test viene ripetuto su tutte le sporgenze e asperità della calotta, in tutte le direzioni.

caschi moto
Etichetta casco 05

I nuovi test

Con la vecchia normativa i test sui caschi prevedevano dei crash su 5 punti di impatto. Secondo l’ECE 22.06 i caschi dovranno superare un test che prevede tra i 9 e gli 11 punti di impatto. Anche la prova d’impatto di kerbstone e incudine piatta cambierà. Se oggi avviene ad una velocità di 7,5 m/s (all’impatto) e ad una distanza di 7,5 metri, con l’ECE 22-06 l’impatto dovrà essere effettuato anche ad una velocità di 8,5 m/s ad una distanza di 5,5 metri. Il nuovo test sarà presto operativo con la finalità di ridurre i danni provocati da incidenti che avvengono a bassa velocità e che oggi provocano un alto livello di mortalità. Un altro test che l’ECE 22-06 modificherà sarà il test di accelerazione rotazionale. Esso prevederà l’aggiunta di un discreto numero di sensori di velocità angolare ed accelerometri.

La nuova normativa sull’omologazione cambierà le prime due cifre sull’etichetta bianca: 06 e non più 05.

© 2019, MBEditore, riproduzione riservata.

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