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TOSCANA GOLOSA: UN WEEKEND TRA TAGLIATELLE, TORNANTI E BORGHI MEDIEVALI

La proposta di Elisa per un weekend diverso, la Toscana golosa tra curve divertenti e piatti della tradizione gustosissimi. Si parte da Mantova con la volontà di evitare l’autostrada, quindi direzione Maranello e Pavullo nel Frignano. Da qui parte la strada per il mitico passo dell’Abetone uno degli itinerari maggiormente amati dagli appassionati di moto, situato al confine tra Emilia Romagna e Toscana.

Toscana Golosa. PASSO DELL’ABETONE

Le curve si susseguono veloci, ti invitano ad accelerare, l’asfalto però non è dei migliori è spesso sconnesso e rovinato e di conseguenza la prudenza sovrasta la voglia di piegare, bisogna rallentare. La strada si snoda negli appennini tra bellissimi boschi e paesaggi mozzafiato e dopo svariati km di curve si raggiunge la vetta a 1388 mt. Immancabile la foto di rito nel parcheggio con la scritta “Abetone 100” sullo sfondo

Toscana
Sulla sommità dell’Abetone

Scendiamo nel parcheggio sottostante e finalmente, dopo 250 km, posteggiamo le moto di fronte al negozio “Non solo pasta” dove la Signora Morena ci cucina sul momento degli eccezionali tagliolini al ragù di carne e “funghi dormienti” (sono quelli che spuntano appena si scioglie la neve) e i classici cacio e pepe; ottimi anche i dolci.

Toscana Golosa. PONTE SOSPESO DELLE FERRIERE

Partiamo in direzione Pistoia e dopo una ventina di km arriviamo a San Marcello Piteglio per visitare il Ponte Sospeso delle Ferriere (accesso gratuito) che con i suoi 212,4 metri è uno dei ponti sospesi pedonali più lunghi al mondo

Inaugurato nel giugno del 1923 fu costruito per permettere il passaggio degli operai che da Popiglio dovevano andare a lavorare nelle fabbriche situate sul versante opposto. Senza questa struttura infatti, gli operai avrebbero dovuto percorrere a piedi circa 6 chilometri per raggiungere il posto di lavoro.

Toscana Golosa. CHIUSDINO

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Tramonto a Chiusdino

Ripartiamo in sella alle nostre moto, pregustandoci il divertimento “tutte curve” su nastri di asfalto che, attraversando dolci colline e suggestivi paesaggi, ci conducono a Montecatini, Stabbia, Empoli, Pontedera, Volterra e Radicondoli. Infine, dopo una giornata intera di curve, quasi da sfinimento (altri 230 km circa), arriviamo a Chiusdino un graziosissimo borgo medievale dove ci fermiamo a dormire presso l’appartamento affittato da Maddalena (web : airbnb – “casa con vista nella Val di Merse” – 25 euro/appartamento); molto carino e curato, dotato di bagno con doccia, asciugamani e prodotti da toilette, cucina e garage; ha inoltre una vista mozzafiato su tutta la vallata.

Ci hanno suggerito di cenare presso “Il Minestraio” (Via Umberto I – telefono 0577 751143), sempre a Chiusdino, un piccolo ristorante a conduzione familiare, sempre gestito da Maddalena, dove cortesia e simpatia uniti alle straordinarie prelibatezze e ad un rapporto qualità/prezzo eccezionale, hanno reso “Il Minestraio” un posto da consigliare vivamente a chi vuole assaggiare un pezzetto di Toscana.

Toscana Golosa. SAN GALGANO – EREMO DI MONTESIEPI E SPADA NELLA ROCCIA

Il giorno dopo ci si rimette in moto, percorriamo 13 km ed arriviamo a San Galgano (www.sangalgano.info) a vedere l’abbazia (apertura ore 10.00 – costo entrata 4 euro – la visita esterna è gratuita) ora ridotta alle sole mura e all’adiacente eremo di Montesiepi (accesso gratuito) raggiungibile con una breve passeggiata, dove Galgano Guidotti nel 1180 piantò la spada nella roccia, venerando in essa la croce simbolo di pace e redenzione.

Oramai il week-end è terminato, si rientra sempre via Abetone, altra overdose di curve, con la certezza di tornare al più presto in questa zona dell’Italia famosa in tutto il mondo.  870 km percorsi all’insegna di curve, profumi, colori e un meraviglioso senso di libertà che credo solo la moto possa dare.

Tips

Queste zone della Toscana sono patria dei cinghiali per cui se si guida, specialmente di notte, è d’obbligo la massima prudenza; consigliati abbaglianti accesi e velocità ridotta.

Un altro consiglio, che non vale solo per la Toscana, è portarsi sempre una base d’appoggio per il cavalletto; ho fatto una lastrina di acciaio di circa 12×12 cm con uno spessore di 0,3 mm da utilizzare su terreni dissestati in modo tale che il cavalletto non affondi, assicurando così stabilità alla moto.

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