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TRENTINO ALTO-ADIGE: CHIUDERE IL GAS

Su alcune strade trentine sono entrati in vigore i nuovi limiti di velocità per le moto.

Precursore dell’ idea fu Messner che nel 2016 fece la proposta shock di chiudere i passi dolomitici alle due ruote.

Da allora ogni estate puntualmente torna l’ idea di mettere pedaggi o proibire il transito alle moto su alcune delle vie più frequentate ed amate dai motociclisti. C’è sempre l’ erronea convinzione che questo basti a salvare il magnifico paesaggio montano e preservar flora e fauna.

Dicevamo erronea perché, seppur le moto siano percepite come fonte di disturbo soprattutto acustico, in verità sono tra i mezzi meno inquinanti che percorrono ogni estate quelle magnifiche vie.

Nonostante ciò, da SABATO 25 LUGLIO la Provincia di Trento ha fatto entrare in vigore nuovi limiti di velocità per la circolazione, complici anche i primi incidenti gravi che, post chiusura lockdown, si sono già verificati coinvolgendo motociclisti.

Secondo il presidente della Provincia Autonoma di Trento, il limite imposto di 60 km/h sarà solo il primo di numerosi strumenti che verranno adottati per aumentare la sicurezza sulle strade.

In alcune strade i nuovi limiti riguarderanno tutte le categorie di veicoli, mentre in altre solo i motocicli. Ovviamente il limite dedicato non vige in strade in cui la velocità massima è minore, come nei centri abitati.

 

Quali strade interessate?

Secondo il giornale  Il Dolomiti, il nuovo limite massimo di velocità di 60 km/h varrà per entrambi i sensi di marcia, senza limitazioni orarie, esclusivamente per moto e scooter, sulle seguenti vie.

  • S.S.42 del Tonale e della Mendola nel tratto compreso tra la fine del centro abitato di loc. Passo del Tonale, passando per Vermiglio, fino all’inizio del centro abitato di loc. Fucine.

 

Passo del Tonale
  • S.P.31 del Passo Manghen: nel tratto compreso tra l’inizio del passo, in corrispondenza dell’intersezione con la S.P.65 Panoramica della Valsugana, passando per loc. Calamento, Passo Manghen, loc. Ponte Stue, loc. Canton, fino all’intersezione con la S.P.232 di Fiemme dir Molina, nei comuni di Telve e Castello-Molina di Fiemme.

 

Passo Manghen

 

Sembra che questo limite sia poi in vigore per ogni tipologia di mezzo su strada  anche su questi tratti:

  • P.85 del Monte Bondone: dall’innesto con la S.S. 45 bis Gardesana Occidentale, passando per località Sardagna, Candriai, Vaneze, Norge, Vason, Viote, Lagolo, fino a fine strada, corrispondente all’intersezione a rotatoria con la S.P.84 di Cavedine e la S.P.251 di Ponte Oliveti, nei comuni di Trento e Madruzzo.
  • P.25 di Garniga: dalla fine del centro abitato di Garniga Terme, passando per località Garniga Vecchia, fino a fine strada in località Viote, corrispondente all’intersezione con la S.P.85 del Monte Bondone, nei comuni di Garniga Terme e Trento.

 

Monte Bondone (Trento)

 

  • P. 3 del Monte Baldo: iniziando poco a monte della fine del centro abitato di Brentonico, passando per località San Giacomo, San Valentino, Rifugio Graziani, Bocca di Navene, Dossioli, fino al confine con la provincia di Verona, nei comuni di Brentonico e Avio.

 

Monte Baldo
  • S. 240 di Loppio e della Val di Ledro: nel tratto della Val D’Ampola, fino all’inizio del centro abitato di Storo, nei comuni di Ledro e Storo.

 

Val di Ledro

Nonostante il vice presidente della Provincia di Trento, Mario Tonina, abbia avuto un’ uscita laconica ed infelice per festeggiare la nuova norma (“Vadano a correre a Misano”), questo cambiamento non può non far riflettere.

Giustamente ci sono ancor oggi troppi motociclisti che, credendosi Valentino Rossi, costituiscono un pericolo per sé stessi e per gli altri.

Però questo pensiero non rende giustizia alla stragrande maggioranza dei riders. Ed, onestamente, chi vuole correre come un dannato non si farà certo problema a rispettare questi nuovi limiti.

Una decisione del genere farà sì che, oltre a rappresentare una novità legislativa discutibile, le ripercussioni sino più gravi del previsto, soprattutto sul comparto turistico.

Il mototurismo da sempre è una risorsa molto importante per l’economia locale e un trattamento del genere potrebbe scoraggiare parecchi appassionati dal viaggiare verso luoghi dove ci si può sentire “nel mirino” delle autorità.

A fine stagione sarà importante fare un bilancio di quanto questa nuova norma, insieme a quelle allo studio in Alto Adige che ipotizzano strade a chiusura oraria o pedaggi, inciderà anche economicamente.

Sarebbe opportuno cominciare a lavorare su proposte che non colpiscano una categoria ma che lavorino sulla coscienza civica di ogni utente della strada per arginare il problema degli incidenti gravi e mortali che affligge le nostre strade in tutta la stagione, non solo quella motociclistica.

© 2020, MBEditore, riproduzione riservata.

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